domenica 22 luglio 2007

FIAT LEADER NEI MOTORI BICOMBUSTIBILI

In Brasile i biocarburanti sono già una realtà da molti anni. Da decenni il grande paese sudamericano spicca negli investimenti sul carburante naturale tratto da alcool vegetale estratto dalla canna da zucchero, ben più a buon mercato della normale benzina pura.

Immaginate ora un'automobile in grado di andare indifferentemente a benzina o ad alcool di canna da zucchero. Queste auto bicombustibili permettono di fare il pieno con la normale benzina, con alcool (cd bioetanolo) o con un qualsiasi mix fra i due. In Brasile potreste comprarla anche oggi al prezzo di una qualsiasi utilitaria.

Quello che però lascia sorpresi è scoprire queste automobili sono prodotte dalla FIAT con tecnologia italiana della Magneti Marelli. La Fiat è infatti la maggior produttrice di auto bicombustibile del Brasile.

Non ci credete? Provate a visitare il sito della filiale brasiliana della FIAT web www.fiat.com.br con lo slogan ben in evidenza della campagna pubblicitaria "Vai de Alcool ou Gasolina? Tanto faz!!!" (alcol o benzina? tanto è lo stesso). I motori Flex della Fiat sono in grado di funzionare allo stesso modo e con le stesse performance sia con i carburanti tradizionali sia con quelli naturali a base di alcool. Proprio in questi giorni sul mercato brasiliano FIAT ha lanciato i modelli più popolari della Mille, Palio e Siena dotati di motorizzazione flex da un litro (non cercatele in Italia, sono vendute in Brasile).

La rivoluzione “flex” con auto che vanno indifferentemente a benzina, gpl o ad alcool di canna da zucchero ha completamente stravolto il mercato automobilistico brasiliano nel giro di pochi mesi. Un boom senza precedenti che ha riportato la FIAT alla leadership del mercato automotive giallo-oro.

Un boom per caso? Non sembra. L'impressione è quella di un'attenta pianificazione dell'innovazione tecnologica cui seguiranno futuri investimenti. Riprendiamo uno stralcio di un articolo pubblicato su Repubblica il 18 marzo 2005:

"la Magneti Marelli ha già annunciato l'arrivo entro fine anno di un nuovo veicolo dotato del suo sistema "tetra" che permetterà di andare a benzina pura (carburante utilizzato in Argentina, Cile e Uruguay), a benzina con parte di alcool (miscela tipica del Brasile), ad alcool puro e/o gas naturale: e con analoghe performance" (fonte Repubblica.it 18/03/2005).

Il boom dei biocambustibili sembra pertanto già avviato, pronto a disegnare i prossimi scenari futuri mondiali. Come ben sappiamo la storia è molto spesso scritta dai carburanti. Iran e Cina hanno già mostrato interesse ai motori flex. Non a caso il presidente brasiliano Lula in una sua recente visita in Cina ha portato in dono proprio una Fiat Palio bicarburante prodotta dagli stabilimenti brasiliani. Il 25% mercato brasiliano è già flex e la rete distributiva delle stazioni di servizio è stata sufficientemente adeguata alla duplice offerta "verde" o "rossa". Rispetto all'Italia, però, la benzina verde in Brasile è "veramente" verde, ossia bioetanolo. Una domanda crescente di bioetanolo con evidenti effetti nel settore dell'agricoltura. Le piantagioni di canna da zucchero in Brasile stanno letteralmente sostituendo le storiche coltivazioni del caffè.

Una vera rivoluzione tecnologica e commerciale, firmata col contributo di una casa automobilistica italiana... in Brasile.

Paradossalmente proprio in Italia i biocarburanti sono ancora sospesi in una lunga fase sperimentale nonostante la stessa Unione Europea spinga per una loro rapida introduzione. Le solite stranezze del vecchio continente.

fonte:
Repubblica.it
Progetto Meg

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